Cara eccomi, sono a casa!

Si torna (tristemente, mestamente e con un paio di altre cose che finiscono in -mente) alla quotidiana routine lavorativa. Spero di riuscire a trovare il tempo per aggiornare questo blogocoso con maggiore costanza di quanto non abbia fatto fino a ora. Mi piacerebbe molto, davvero. Ma non so se ci riuscirò.

E poi dicono che c’è la crisi…

Strane, le coincidenze della vita. Non faccio neanche in tempo a immaginare come sarà questo nuovo BloGlobal, da dove inziare a riempirlo (eh sì, è sempre difficile superare il “Blocco dell’Hello World;) ), che già devo fare i conti con i primi contrattempi.

Senza farla troppo lunga, nel giro di 4 giorni (tenendo conto anche del fine settimana) sono stato, nell’ordine:

  1. Contattato [venerdì 30/01] dal responsabile di una nota agenzia di comunicazione romana per quella che pensavo essere una proposta di collaborazione tra società (la mia e la sua) in vista di qualche progetto congiunto, per poi scoprire con mia grande sorpresa che trattavasi invece di una proposta di lavoro indirizzata a me personalmente (Lui: “Ho chiamato il tuo capo perché non trovo più il tuo numero di telefono. Perché non passi a lavorare per noi?”. Io: “Ehm… uh… non so, forse dovrei parlarne prima con i miei. Naaa, Quando comincio?”. Lui: “Lunedì”)
  2. Convocato [sabato 31/01] dall’Amministratore Delegato di una grossa (ma grossa!) società italiana che, saputo che ero sulla piazza (chi glielo avrà detto?!) mi ha chiesto di entrare nella loro squadra, con un incarico di “grande responsabilità” (ha detto proprio così, tra le altre cose) alle sue dirette dipendenze e uno stipendio decisamente “allettante” (Io: “Ehm… uh… non so, ho accettato proprio ieri un nuovo lavoro… posso pensarci un attimino?”. Lui: “Certamente. Chiamami domani e mi fai sapere cosa hai deciso”).


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