Là dove non poté l’educazione, poté il digiuno.

Andrea Sarubbi è un giovane (Giovane? Ma se ha 40 anni! Ah già, siamo in Italia…) deputato del PD. Forse, proprio grazie alla sua giovine età (Ancora?!), Andrea Sarubbi ha una buona dimestichezza con quelle misteriose “nuove tecnologie” di cui molti dei suoi colleghi di Montecitorio si riempiono la bocca senza neanche sapere di cosa parlano. Tra queste, Facebook e Twitter, su cui Sarubbi è solito fare la cronaca in diretta dei lavori parlamentari cui partecipa.

Grazie a lui, dunque, si apprende che questa mattina alla Camera era in programma la discussione della riforma dell’articolo 41 della Costituzione. Ma non è andata esattamente così, perché la mattinata è stata tutta dedicata alla partecipazione del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla puntata di Ballarò di ieri sera. Con tanto di quasi-rissa, grida e sospensione della seduta. Il tutto davanti agli occhi di una scolaresca in visita.
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Non è mai troppo tardi

Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito.  Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici.

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Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci.

Filippo Rossi, direttore di Ffwebmagazine, periodico on line della Fondazione FareFuturo.

Da leggere tutto. Meglio tardi che mai.