Le parole giuste su Eluana

Se c’è un Paradiso, la signorina Eluana Englaro ora sicuramente ci abita. Se c’è un Purgatorio, è già stata rinchiusa là dentro per 17 anni, senza colpa. Se c’è un Inferno, spero che ci vadano i farabutti che hanno speculato e speculeranno sul suo corpo.

Se c’è, Vittorio Zucconi, da Tempo Reale del 09 febbraio 2009

Vorrei averle scritte io.

Vietato Morire. (Sottotitolo: Che Schifo)

Ma se (per dire, eh) un ministro o un presidente del consiglio fosse condannato in via definitiva per un qualche reato, il governo potrebbe bloccare l’applicazione della sentenza per decreto? Mi sa che da oggi può.

O meglio, continua a non poterlo fare. In teoria. In pratica, se ne frega.

Per inciso: nel 2005 l’ex presidente USA George W. Bush e l’allora maggioranza repubblicana fecero un analogo tentativo con Terry Schiavo, con un provvedimento per bloccare l’applicazione della sentenza che permetteva – non imponeva – la fine della sua martoriata esistenza. E i tribunali americani gli risposero con una sonora pernacchia

Non c’è limite alla vergogna

Prosegue imperterrita l’indecenza del banchetto degli avvoltoi politici (e mediatici) sui resti della povera Eluana Englaro. Ultima follia in ordine di tempo, quella del premier di emanare un decreto legge in fretta e furia per vietare la sospensione di nutrizione e idratazione artificiali. Una trovata, questa, che pare abbia fortunatamente suscitato qualche “perplessità” (viva la faccia) nel Presidente della Repubblica Napolitano, che dovrebbe controfirmare il decreto.

In questa gara a chi scende più in basso nell’offendere la dignità umana, l’unica speranza è che, nelle condizioni in cui versa, Eluana possa davvero non accorgersi di tutto lo schifo che sta avvolgendo la sua storia.

P.S. Terrorpilot pubblica una rapida e dissacrante riflessione sugli ultimi sviluppi di questa vicenda. Divertente, per quanto amaro possa essere il sorriso di fronte a storie come questa.

Il diritto (di morire) nel Bel Paese degli Ayatollah

Eluana Englaro ha finalmente raggiunto la clinica “La Quiete” di Udine. Fino a domani sarà alimentata e idratata, poi si cominceranno le procedure per accompagnarla, lentamente, dolcemente, alla morte. eutanasia

Ancora quindici giorni e poi dovrebbe calare il sipario su questa triste e squallida vicenda, che ha visto i genitori della ragazza in coma da 17 anni combattere strenuamente e con ogni mezzo legale per poterle dare una morte dignitosa, in un bizzarro capovolgimento delle parti, e porre fine ad una vita che da anni ormai non era più degna di essere chiamata tale.

E’ ancora troppo presto, tuttavia, per dire l’ultima parola. Il fedele scudiero papale, al secolo ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ci ha visto lungo in tutta questa vicenda (quando mai gli ricapiterà di finire con tanta frequenza sulle prime pagine dei giornali? E poi vuoi mettere come ti si spalancano le porte del Vaticano del Paradiso, a difendere con cotanta pervicacia quel dono divino che è la vita?) non intende gettare la spugna e fa sapere che il caso Englaro non è ancora chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica “La Quiete” di Udine.

BASTA! Ministro, si dia pace. Lasciamo perdere i richiami alla misericordia cristiana e alla “sincera fede in Dio” (che sono ben altra cosa rispetto a questo primadonnismo catto-mediatico che va mostrando) e affrontiamo la cosa da un punto di vista puramente giuridico.
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