Arrivare a mangiare il panettone

È l’inamovibilità, l’insostituibilità del Capo, teorizzata dai suoi cortigiani, che produce la congiura come unica strada al cambiamento. E il segretario del Pdl Alfano, chiamato a rappresentare il nuovo, esprime così il futuro progetto del Pdl: «dobbiamo arrivare fino a Natale». In confronto il tirare a campare di Andreotti era un modello di lungimiranza, di follia visionaria.

Ma Alfano è fin troppo ambizioso, a questo punto. Il governo non arriva a Natale, non c’è più.

via A cercar la brutta morte » LOST IN POLITICS – Blog – L’espresso.

Trafficking in Persons Report 2011: spunta il nome di Silvio Berlusconi

C’è anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel “Trafficking in Persons Report 2011“, studio di 180 pagine presentato dal Dipartimento di Stato americano e fortemente voluto dal segretario Hillary Clinton per fare il punto sulla tratta degli esseri umani e per capire quali sforzi stiano facendo i governi del mondo in materia di lavoro forzato, immigrazione, traffico di adulti e bambini, sfruttamento della prostituzione minorile. Continua a leggere  →

Legittimo dubbio

Diciamo così: forse nella concitazione degli ultimi eventi, il governo non si è accorto che nel 2026, grazie alle leggi già in vigore e approvate quest’anno, uomini e donne andranno in pensione di vecchiaia a 67 anni. Anzi per l’esattezza a 67 e 7 mesi. Insomma, l’unico intervento in tema di previdenza rimasto dopo il veto della Lega sull’anzianità, non solo non alza l’età di uscita verso la pensione, ma addirittura la abbassa. Lo dice l’Inps nelle tabelle che pubblichiamo oggi su Repubblica.

Ora, delle due l’una: o nessuno tra Berlusconi, Calderoli e Brunetta, artefici della lettera d’intenti all’Unione europea, è andato a vedersi le norme che loro stessi hanno varato qualche mese fa e i loro effetti sull’età pensionabile, oppure i tre mittenti stanno prendendo in giro gli italiani e l’Europa stessa spacciando per una misura di riforma quello che invece è solo la conferma di uno status quo, se non addirittura una clamorosa marcia indietro.

Insomma: o incompetenti o imbonitori.

Pensioni, la bufala dei 67 anni – Repubblica.it.

Se è vero che a Bruxelles B. ha promesso persino il taglio delle Province bocciato pochi mesi fa dalla sua stessa maggioranza, perché “delle due l’una”? Dev’essere che la cura per il cancro non fa crescita, altrimenti il Nostro si sarebbe giocato anche quella.

Là dove non poté l’educazione, poté il digiuno.

Andrea Sarubbi è un giovane (Giovane? Ma se ha 40 anni! Ah già, siamo in Italia…) deputato del PD. Forse, proprio grazie alla sua giovine età (Ancora?!), Andrea Sarubbi ha una buona dimestichezza con quelle misteriose “nuove tecnologie” di cui molti dei suoi colleghi di Montecitorio si riempiono la bocca senza neanche sapere di cosa parlano. Tra queste, Facebook e Twitter, su cui Sarubbi è solito fare la cronaca in diretta dei lavori parlamentari cui partecipa.

Grazie a lui, dunque, si apprende che questa mattina alla Camera era in programma la discussione della riforma dell’articolo 41 della Costituzione. Ma non è andata esattamente così, perché la mattinata è stata tutta dedicata alla partecipazione del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla puntata di Ballarò di ieri sera. Con tanto di quasi-rissa, grida e sospensione della seduta. Il tutto davanti agli occhi di una scolaresca in visita. Continua a leggere  →

In estrema sintesi: föra dai ball

E fu così che anche il Corriere dela Sera, per voce del suo Direttore Ferruccio de Bortoli, si aggiunse alla schiera di quanti ormai chiedono esplicitamente a Silvio Berlusconi di fare il fatidico “passo indietro”. E in fretta, che “l’Italia non è la Grecia” e neanche la Spagna, ma è ormai percepita “come il lato debole dell’Europa”.

Berlusconi sembra voler sopravvivere a se stesso. Ma se non è in grado di adottare, per l’opposizione della Lega, provvedimenti seri ed equi, non solo sulle pensioni, ne tragga le conseguenze. E in fretta. Vada da Napolitano e rimetta il mandato. Esiste in Europa, piaccia o no (a noi non piace perché vi vediamo anche un pregiudizio anti-italiano) un problema legato alla persona del premier, più che al governo. E la colpa è solo sua. Il Cavaliere, con il quale la storia sarà meno ingenerosa della cronaca, è anche uomo d’azienda. Sa valutare il momento in cui è necessario mettersi da parte per salvare la sua creatura, il partito e le future sorti del centrodestra italiano. Ma prima ancora viene il Paese. Una volta tanto.

L’ennesimo colpo da attore mentre il teatro brucia

Nel Consiglio dei ministri, per uscire dall’impasse delle pensioni, si discute anche dell’ampio menu di riforme da approvare al più presto: mercato del lavoro, liberalizzazioni degli ordini professionali, riduzione del debito pubblico con dismissioni di beni demaniali.

Alla fine Berlusconi sembra rincuorato: “Vedete che da un male può nascere un bene. Può essere la volta buona che riusciamo a fare quella rivoluzione liberale per la quale siamo scesi in campo“. Una ventata di ottimismo che spiazza i ministri che lo stanno a sentire: l’ennesimo colpo da attore mentre il teatro brucia.

Il Cavaliere pronto a gettare la spugna “Stavolta potrei fare il passo indietro” – Repubblica.it

Cioè, c’è bisogno arrivare a meno di un passo dal precipizio per mantenere quelle promesse che continuano ad accumularsi da più di un quindicennio e che fino ad oggi non sono mai state mantenute, ma solo affiancate da altre promesse ancora più roboanti?

Come scrive Gilioli:

Il buffone di strada, mentre il pubblico stufo se ne va, giura disperato che il suo ultimo numero sarà da applausi, non lasciatelo da solo, non è colpa sua se lo spettacolo è stato lungo e deludente, era sicuramente colpa del traffico o della pioggia, delle circostanze avverse o del suo aiutante che non gli passava i palloncini in tempo.

Risposte che si commentano da sole

Bruxelles, 23 ottobre 2011. Conferenza stampa al Consiglio d’Europa.

Domanda del giornalista: “Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo. Avete fiducia in lui?”