Il condizionale è d’obbligo

Quindi, come scrive Alessandro Gilioli, se non si fosse fatto fare appositamente una legge anticostituzionale, oggi Silvio Berlusconi sarebbe un condannato per corruzione in secondo grado di giudizio.

MILANO – La seconda sezione della Corte d’Appello di Milano, dopo 4 ore di camera di consiglio, ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi nei confronti dell’avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari. Confermato anche il risarcimento alla presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, pari a 250 mila euro.

Il legale è stato condannato perchè, secondo la sentenza di primo grado, avrebbe ricevuto 600mila dollari da Silvio Berlusconi per essere un testimone reticente in due processi nei quali era imputato il presidente del Consiglio, quello su “All Iberian” e quello sulle tangenti ad uomini della Guardia di finanza. La posizione di Silvio Berlusconi era, invece, stata stralciata in conseguenza del lodo Alfano, riguardante le più alte cariche dello Stato e il dibattimento a suo carico era stato sospeso. Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della consulta, il dibattimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello presieduto da Nicoletta Gandus, che aveva condannato Mills in primo grado. Questo collegio, infatti, è incompatibile, e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus “si spoglieranno” del processo che sarà assegnato ad altri giudici.

Alessio Lanzi, uno dei difensori di Mills, commenta la sentenza: “E’ una decisione che mette a dura prova la buona fede dello stato di diritto”. E aggiunge: “Noi comunque andremo in Cassazione”.

Repubblica.it

L’aggiornamento di WordPress ha la memoria corta

A partire dalla versione 2.8, ad ogni update di WordPress mi ritrovo sempre con lo stesso problema: dopo l’aggiornamento – che pure fila liscio e senza alcun problema – la dashboard non viene mostrata come si deve: alcuni box non vengono caricati, alcune funzioni non vanno…

Come già segnalava Camu qualche mese fa, la soluzione è abbastanza semplice. Basta aprire il file wp-settings.php, situato nella cartella principale del server, e aumentare il limite di memoria assegnata a WordPress. Quasi all’inizio del codice, infatti, troveremo una variabile WP_Memory_Limit, impostata di default a 32 mega: bene, non dobbiamo far altro che sostituire quel “32″ con qualcosa di più (Camu lo ha cambiato con 38) per assegnare una quota di memoria maggiore ed evitare che WordPress si blocchi durante il caricamento della bacheca principale.

A questo punto, però, la mia domanda è questa: passi che il bug si sia verificato nell’aggiornare alla versione 2.8 (che ha introdotto la variabile del limite di memoria per la prima volta), o alla 2.8.1. Ma ormai siamo arrivati alla 2.8.5, possibile che ancora debba andare a modificare manualmente quel file wp-settings.php ogni volta che faccio l’update? O questo problema ce l’ho solo io?! :(

Colpirne cento (mila) per salvarne uno

Mi sa che ha ragione quel giudice là, a sostenere che, a questo punto, tanto vale fare una legge per cancellare definitivamente i processi del premier. Almeno evitiamo che la mente contorta di Ghedini continui a partorire assurde norme per salvare la vita del suo padrone. Tipo ques’ultima trovata di accorciare ulteriormente i tempi di prescrizione dei processi, eliminando gli anni in più che vengono concessi quando si verifica un “atto interruttivo” del processo per via di un interrogatorio, di un rinvio a giudizio, di una sentenza di primo grado e via dicendo.

Tanto vale, per intenderci bene, capire che succede con i processi del premier: nel caso Mills Berlusconi è imputato di corruzione, la prescrizione è calcolata in otto anni, cioè il massimo della pena, che passano a dieci per via delle interruzioni. E poi Mediaset: l’accusa di frode fiscale porta la prescrizione a sei anni, che passa a sette e mezzo per via degli “atti interruttivi” compiuti. E che s’inventa Ghedini? Via quei due anni per Mills, ed ecco che il processo anziché cadere in prescrizione nel 2012 arretra all’anno prossimo. E siccome va rifatto dall’inizio dopo la separazione da quello dell’avvocato David Mills (già condannato a quattro anni e mezzo) per via del lodo Alfano, si può considerare defunto. Idem per Mediaset anche se con un po’ di sofferenza in più: la prescrizione sarebbe scaduta nel 2013 ma con la “ghedinata” ecco che arretra al 2011.

Liana Milella, Il governo “stringe” la prescrizione, migliaia di processi a rischio, Repubblica del 23/10/09

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Silvio, non sei l’unico bersaglio su Facebook!

Informo che tra gli altri anche Mughini, Bassolino, Mourinho, Moccia, Quaresma, Arisa, Hamilton, Ibrahimovic, Turigliatto, Vasco Rossi, Venditti, Maurizio Mosca, Salvatore Bagni, Giusy Ferreri, Enrico Varriale, Fabrizio Corona, Anna Tatangelo, Luca Toni, Zack Efron, Massimo Mauro, Britney Spears, Simone Perrotta, Max Pezzali, Valentino Rossi, Josè Altafini, i Dari e Topo Gigio condividono con Silvio Berlusconi l’onore di avere gruppi su Facebook che invitano al loro omicidio.

Per par condicio, invito quindi il ministro Alfano a intervenire subito e la Procura di Roma ad aprire altre indagini.

Alessandro Gilioli su Piovono Rane

E al povero gattino Virgola non ci pensa nessuno?! ;)

Cambiamenti climatici: spot britannico “terrorizza” i minori. E fa bene

httpv://www.youtube.com/watch?v=w62gsctP2gc

Telespettatori britannici in rivolta contro la “pubblicità progresso” sui rischi del cambiamento climatico mandata in onda nel prime time di ieri sera: la Advertising Standard Authority, l’organismo che si occupa di vigilare sulla pubblicità trasmessa in Gran Bretagna, ha ricevuto in poche ore più di duecento reclami da parte di genitori indignati perché il messaggio inviato dallo spot, più che educativo, era semplicemente “terrorizzante”.

Tutto inizia con un papà che racconta una favola alla figlia prima di andare a letto. Ma è una favola senza lieto fine, come la piccola scoprirà ben presto, fatta di città allagate, cuccioli che affogano e coniglietti che muoiono di fame. E la fine del mondo come lo conosciamo.

Sinceramente, io non ho trovato il video così “scandaloso”. Certo, i toni sono espliciti, ma di fronte a un tema tanto serio come quello della salvaguardia del clima e dell’ambiente è meglio essere chiari, no? A maggior ragione con i kids inglesi che, secondo l’Energy Saving Trust, sono i più “spreconi” d’Europa in fatto di luci e tv lasciate accese. Continua a leggere  →

Smettiamola di chiamarlo Primo Ministro (o Premier)

“Il presidente del Consiglio è primus inter pares“. Le 58 pagine di motivazioni rese note ieri sera, dodici giorni dopo la bocciatura del Lodo Alfano, dalla Corte Costituzionale, ribadiscono una volta di più un dettame già contenuto nella nostra carta costituzionale e sempre più spesso dimenticato: il capo del governo non è al di sopra dei ministri ma, non fa mai male ricordarlo, “dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri” (art. 95 Cost).

La qualifica di “Premier” che spesso si attribuisce al Presidente del Consiglio è errata, ed è una semplificazione compiuta per analogia con il PremieratoW inglese, in cui il capo del governo è eletto più o meno direttamente dal popolo e ha un ruolo più forte e autonomo rispetto agli altri ministri e al Parlamento: un sistema che, almeno sulla Carta, è diverso dal nostro. Il termine Premier, inoltre, deriva dall’abbreviazione del francese Premier Ministre, Primo Ministro, che è un’altra forma incorretta con cui, da noi, si insinua una qualche superiorità del Presidente del Consiglio rispetto agli altri ministri. Continua a leggere  →

La rivoluzione non si fa con il Comic Sans

ComunicatoBR

Il comunicato delle Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente, Sezione Giustizia e Rivoluzione, è stato redatto usando il font Comic Sans.

Ora, senza entrare nel merito delle minacce e degli strafalcioni contenuti nella missiva inviata al Riformista pochi giorni fa, ciò che preme qui è ricordare una regola basilare della buona tipografia: mai usare il Comic Sans. Neanche per vergare lettere minatorie e comunicati rivoluzionari. Continua a leggere  →