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L’AMACA del 28/07/2011 (Michele Serra)

Se io ti picchio o ti uccido perché tu sei omosessuale, la legge italiana mi condannerà per averti picchiato o ucciso. Ma il movente del reato, ovvero ciò che ha fatto di me un carnefice e di te una vittima, non potrà avere alcun rilievo processuale: il Parlamento italiano ha deciso che accettare l’omofobia tra le aggravanti penali sarebbe “anticostituzionale”, perché introdurrebbe un discrimine in favore dei cittadini omosessuali…

A ciascuno stabilire se questo voto sia più ridicolo o più osceno. Fingendo di combattere un discrimine giuridico ritenuto omofilo, nega l’esistenza del solo pesante discrimine in opera, che è quello omofobo. Di aggressioni contro eterosessuali al grido di “sporco etero” non si ha infatti notizia, non essendo la cosiddetta “normalità” oggetto di odio o di intolleranza. Mentre di violenze omofobe, al grido di “lurido frocio”, che è al tempo stesso un’offesa e una rivendicazione, sono piene le cronache italiane (specialmente romane), ed è in virtù di questa dolorosa e inaccettabile realtà, non certo di astrazioni da leguleio, che si discuteva in Parlamento una legge contro l’omofobia. Questa legge non è passata, e il governo più eterogeneo e diviso del secolo ha ritrovato tutta la sua sicumera per negare compattamente agli omosessuali il diritto di avere un’identità perfino quando per quella identità vengono uccisi.

Da La Repubblica del 28/07/2011.

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