Archive for 2011
Detto tutto il bene possibile dello stile, dei toni bassi, del ritrovato aplomb di Stato, perfino del trolley che il professor Monti traina di persona, come se fosse un essere umano par nostro, non ha per niente torto Vendola quando dice di aspettare il nuovo governo al varco dell’equità sociale. Perché se è vero, come si mormora, che esiste un veto della destra sulla patrimoniale la destra ha pur sempre in viva simpatia i ricchi, specie se il suo dominus è uno straricco allora non si capisce bene con quali quattrini dev’essere tessuta la toppa che serve a riparare il Grande Sbrego. Viene un momento per fortuna che la politica, dopo avere tanto complicato, è la sola che può semplificare, e chiarire da che parte si deve e si può andare. In un paese dove le dichiarazioni dei redditi sono una fotografia pallida e mendace della ricchezza vera, ci sarà pure il modo di spillare qualcosa dai patrimoni immobili, depositi bancari, portafogli azionari, titoli. Anche perché “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato” è il detto più italianamente rassegnato, conservatore e vigliacco: chi ha avuto è ora che dia qualcosa, chi ha dato è ora che abbia un poco di tregua. E tutto il resto è solo parlare d’altro.
L’AMACA del 22/11/2011 Michele Serra. « Triskel182.
novembre 22nd, 2011 | BelPaese, Ritagli | Tags: crisi, italia, politica | 0 Comments
E adesso, fine dei giochetti.
Addio alibi, nascondini, tatticismi e versioni di comodo. La pacchia è finita per tutti.
E’ finita la rendita di Casini, bravissimo a dissimulare una “collocazione” politica con la politica. E’ finita la bella vita del Pd, che dovrà pur dire se sta con la Bce o la Cgil. E’ finita la passeggiata di salute di Di Pietro, rimasto orfano dello stupro della democrazia. E’ finita la sovraesposione mediatica di certi magistrati. La doppiezza furbetta dei leghisti. L’indignazione a scoppio ritardato degli imprenditori.
Game over, per tutti.
Il grande gioco di società che era diventata la politica italiana finisce con l’addio di Silvio alla stanza del potere. C’è stato più di quindici anni. Tre lustri di disastro per il Paese. E di vacche grasse per tutti gli altri.
via Marco Bracconi, Politica Pop – Blog – Repubblica.it.
novembre 15th, 2011 | BelPaese, Ritagli | Tags: berlusconi, crisi, politica | 0 Comments
Quest’uomo, che appare un marziano delle scene politiche per come risponde o non risponde – alle domande, sembra avere presente meglio di quasi tutti noi la gravità del momento. Intorno a lui, nei partiti e nell’opinione pubblica, la memoria sembra essere brevissima, non più lunga di una giornata. Accade perché il cambiamento non ce lo siamo conquistato, perché questa situazione è figlia di spinte esterne più che di una consapevolezza maturata all’interno. Ora abbiamo davanti una seconda occasione, dopo quella seguita al crollo della Prima Repubblica, per riformare il sistema, per ripartire e per ricostruire. Una terza probabilmente non ce la darà nessuno.
via Mario Calabresi, Quei privilegi non più tollerabili – LASTAMPA.it.
novembre 15th, 2011 | BelPaese, Ritagli | Tags: crisi, politica | 0 Comments
Ed è evidente che dove non sono riusciti gli elettori, dove non sono riuscite le opposizioni, dove non è riuscita la stampa, dove non sono riusciti gli intellettuali, è riuscito il mercato. Ironia della sorte, proprio Silvio Berlusconi, che si è sempre vantato di aver creato un impero dal nulla, di aver incarnato il sogno americano del self-made man, che si è sempre considerato campione di numeri e denaro, è stato sopraffatto dove si sentiva onnipotente, in quello che ha sempre detto essere il suo stesso elemento: dal mercato. È stato commissariato da un’economia che della sua gestione non poteva più fidarsi.
via Roberto Saviano, Il ventennio dell’arabesco – Repubblica.it.
novembre 14th, 2011 | BelPaese | Tags: berlusconi, crisi, politica | 0 Comments
Se penso a un’Italia senza B, immagino un brigadiere che si addormenta mentre intercetta le telefonate fra il professor Monti e Mario Draghi. Oh, mica voglio un’Italia di banchieri. Ma un po’ grigia e barbosa, sì. Non moralista, morale. Che per qualche tempo si metta a dieta di barzellette, volgarità, ostentazioni d’ignoranza. Dove l’ottimismo non sia la premessa di una truffa, ma la conseguenza di uno sforzo comune. Un’Italia solare, anche nell’energia. Con meno politici e più politica. Meno discorsi da bar e più coerenza fra parole e gesti. Una democrazia sana e contenta di sé, che la smetta di prendere sbandate per gli uomini della provvidenza e si ricordi di essere viva ogni giorno e non solo una volta ogni cinque anni per mettere una crocetta su una scheda compilata da altri. Un’Italia di politici che non parlano di magistrati, ma coi magistrati (se imputati). E di magistrati che parlano con le sentenze e non nei congressi di partito. Di federalisti che non fanno rima con razzisti. Un Paese allegro e però serio. Capace di esportare non solo prodotti belli, ma belle figure. Vorrei essere governato da persone migliori di me. Che non facciano le corna, non giurino sulle zucche e si sfilino un paio di chili dalla pancia, prima di far tirare la cinghia a noi, ripristinando il principio che chi sta in alto deve dare il buon esempio.
Per giungere a un’Italia così, le dimissioni di B rappresentano un primo passo. Adesso devono dimettersi tutti gli altri. Perché più ancora di Berlusconi temo i berluscloni.
via Senza B, Massimo Gramellini – LASTAMPA.it.
novembre 9th, 2011 | BelPaese, Ritagli | Tags: berlusconi, italia, politica | 0 Comments

Trenta euro per un gelato, ma solo per deputati e senatori. E il ricavato in beneficenza. Accade a Roma, in una gelateria del centralissimo Rione Monti. “Un segnale – spiega il titolare, Angelo di Massimo – per i politici che hanno difficoltà a relazionarsi con la vita che facciamo noi tutti i giorni”.
Grazie a Emanuela Giannozzi per avermelo fatto scoprire su Google+ (perché ogni tanto anche G+ serve a qualcosa!).
novembre 4th, 2011 | BelPaese | Tags: crisi, politica, roma | 0 Comments