Vorrei
Vorrei non averti mai incontrata, quel maggio di tre anni fa.
Vorrei che tu non fossi mai entrata nella mia vita, per caso e in punta di piedi, qualche mese dopo.
Vorrei non aver mai accettato di uscire con te, vorrei non averti mai portato a bere una birra a Trilussa, a vedere i giochi di luce al Circo Massimo e i postumi della Notte Bianca di Roma. Vorrei non essermi mai fermato sotto casa tua, vorrei non averti mai baciata. Vorrei non aver mai fatto l’amore con te, soltanto la sera dopo, di fronte al Colosseo.
Vorrei non essermi lasciato andare, un po’ alla volta, a quel noi ancora indefinito che mi e ci faceva stare così bene.
Vorrei non essermi mai reso conto che era venuto il momento di impegnarmi veramente: avrei fatto meglio a continuare a fare la parte di quello distaccato, forse anche un po’ stronzo, ma che in fondo ti teneva al guinzaglio. Quello che ti teneva sulle spine, che non voleva legarsi troppo e non ti faceva capire se e quanto tenesse a te; quello che la domenica mattina, dopo essersi svegliato nel tuo letto, trovava una scusa per andarsene; quello che insisteva per riaccompagnarti a casa tua la sera, in mezzo alla settimana.
Quello che fingeva di non vedere i tuoi occhi che chiedevano di più.
Vorrei non essermi mai innamorato di te. Vorrei non averti mai aperto le porte del mio io più profondo, e vorrei non essermi illuso che anche tu avessi fatto lo stesso. Vorrei non aver mai visto quella gioia incredula nei tuoi occhi quando ti ho detto che, chissà, un giorno saremmo potuti andare a vivere insieme.
Vorrei non aver mai passato tanti bei momenti con te.
Vorrei non esserti mai stato accanto quando eri tu ad avere problemi, malesseri, malumori e periodi bui che si ripercuotevano anche sul nostro stare insieme, convinto che ne valesse comunque la pena e che – povero illuso – anche tu avresti fatto lo stesso, se mai ne avessi avuto bisogno io. Convinto che anche il più tetro dei giorni non sarebbe stato il peggiore, perché avrei avuto te accanto, pronta a capirmi, a consolarmi, ad amarmi al di là del bene e del male.
Vorrei che tu stessi male mille volte di più di quanto sto io, sapendo che anche solo la metà sarebbe un dolore da non augurare a nessuno. Vorrei che tornassi indietro, pentita per quello che hai fatto, a implorarmi in lacrime di tornare insieme.
Vorrei tutto questo, e altro. Perché solo così, forse, potrei smettere di soffrire.
Più di ogni altra cosa, vorrei impedirmi di amarti ancora. Perché, nonostante tutto, non riesco a rassegnarmi al fatto che non ci possa più essere un domani, per me e per te insieme.
Ed è per questo che mi sforzerò di credere che tu sia morta.
Morta.
Perché, se un giorno dovessi incontrarti di nuovo, non vorrei mai trovarmi di fronte la stessa persona che è stata capace di farmi tutto questo male.


