Non è mai troppo tardi
Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito. Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici.
[...]
Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci.
Filippo Rossi, direttore di Ffwebmagazine, periodico on line della Fondazione FareFuturo.
Da leggere tutto. Meglio tardi che mai.
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Tags: berlusconi, fini, politica



20. agosto 2010 at 15:17
Fini e soci si devono muovere come degli equilibristi su un filo sospeso. Ma non ci sarà più la rete del PDLa a attutirne la caduta in caso di scivoloni. In tal senso l’editoriale di Filippo Rossi sarà apprezzabile come sfogo ma politicamente è un lancio nel vuoto
I tormenti interiori di Fini & C: FareFuturo condanna il berlusconismo; Bocchino e Viespoli frenano
20. agosto 2010 at 16:14
Sono d’accordo con te. Tanto è vero che, come riporti anche tu, Fini e i suoi hanno subito preso le distanze dall’editoriale di Rossi.