Encefalogramma piatto

Ogni tanto torno da queste parti e do uno sguardo al mio bloggherello che galleggia nella blogopalla, lasciato in balia di visitatori casuali e commenti sporadici, più spammiferi che utili. Vorrei farne qualcosa, trovare un filo conduttore che tenga insieme un discorso ampio e forse, per qualcuno, addirittura interessante, ma non ho le idee ben chiare e il poco tempo a disposizione non aiuta di certo.

Vorrei raccontare dei cazzi miei e delle mille cose che mi frullano per la testa ad ogni ora del giorno e spesso anche della notte, dei miei interessi che sono tali e tanti che non saprei da dove iniziare ad elencarli. Di politica e di internet. Di motociclette, di snowboard, di vacanze, di cinema.

Poi apro la pagina “Aggiungi nuovo” di WordPress e di colpo ho un vuoto. Black out. Encefalogramma piatto. E di quella trovata geniale, che fino a ieri sera, nel riflessivo silenzio che precede il sonno, avrebbe potuto segnare l’alba di una nuova era per questo mio spazio virtuale, di quella trovata non rimane che qualche ombra dai contorni vaghi e sfumati.

Che poi, a pensarci bene, mi sa che non doveva essere neanche tanto geniale, come trovata. Ma tanto chi se la ricorda più, ormai.


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