Ma i giudici sono davvero tutti comunisti?

E ora si scopre che il presidente della II Corte d’appello civile di Milano, Giacomo Deodato, quello che ha deciso di sospendere – in via provvisoria, è ovvio –  l’esecutività della sentenza con cui la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti, ha lo stesso cognome e le stesse origini messinesi di un ex deputato di Forza Italia (in Parlamento per due legislature: dal 1996 al 2006), tale Giovanni Deodato, che non sarebbe soltanto un omonimo, bensì il fratello.

Basta questo a fare del giudice Deodato una “toga azzurra”? In un Paese normale, no. In un Paese normale, a tutti – dai giudici agli autisti degli autobus – dovrebbe essere riconosciuto il diritto di avere le proprie idee politiche, senza che queste inficino la bontà del proprio lavoro e la genuinità della propria buona fede, almeno fino a prova contraria.

In un Paese normale.

normale


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One Response to “Ma i giudici sono davvero tutti comunisti?”

  1. Gravatar of frankie frankie
    29. ottobre 2009 at 14:31

    Le cose non cambiano.

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