Riparte AnnoZero. Ma in Tv nessuno lo dice

Un po’ come è accaduto per Videocracy - il documentario che racconta come la Tv in Italia abbia preso il posto della democrazia, il cui trailer è stato messo al bando e mai trasmesso sia dalle maggiori emittenti private (leggi: Mediaset, e chissà perché) sia, fatto ben più grave, dal servizio pubblico (trailer che è comunque visibile qui, grazie a Youtube) – anche la trasmissione di Michele Santoro, AnnoZero, è rimasta vittima della censura di Stato. Le nuove puntate della trasmissione inizieranno ad andare in onda tra due settimane (dal 24 settembre), ma su AnnoZero e sullo stesso Santoro è calato il silenzio. Nessuna pubblicità, nessuno spot sui canali Rai per informare il pubblico dell’imminente ripresa del programma.
E’ lo stesso Santoro a denunciarlo, su Facebook e sul sito di AnnoZero:
Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi [che, per inciso, sono questo e questo, ndr].
L’appello, evidentemente, riscuote un certo successo, perché nel giro di 24 ore gli spot vengono visti su YouTube da più di 40mila persone, saltando in testa alla classifica dei clip più guardati nella categoria intrattenimento. E, anche questa volta, è il sito della trasmissione a dover dare notizia di questo risultato.
Il motivo – a parte la ben nota avversità del conduttore e, di conseguenza, del programma al governo in carica, alla sua collocazione politica e al suo presidente del Consiglio – ha un nome e un cognome: Marco Travaglio. Il conduttore lo esplicita a chiare lettere in un’intervista rilasciata al Manifesto, ieri: i dirigenti Rai vorrebbero affiancargli un giornalista di destra ma questo, denuncia Santoro, equivarrebbe a “cancellare il punto di vista della trasmissione. Travaglio è il simbolo della persistenza di una censura verso tutti quelli (Guzzanti, Luttazzi, Grillo…) banditi dalla tv. Si dà per scontato che ci siano autori proibiti, artisti e giornalisti che non possono avere un rapporto con il pubblico. E’ questo che fa diventare deflagranti, simboliche, le poche voci che restano”.
La resistenza passiva a Santoro non passa solo dall’oscuramento, però. Un’altra arma di pressione è quella del rinnovo dei contratti, che in Rai è già per sua natura un processo lento e faticoso, ma che nel caso della redazione di AnnoZero sta impiegando tempi biblici. L’8 settembre, è ancora Santoro a portare l’attenzione sulla vicenda, con una lettera al direttore generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e ai consiglieri di amministrazione: a due settimane dall’inizio del programma, scrive, “nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato“.
“Allo stesso modo – aggiunge il giornalista – con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste”. “Una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sottoforma di impedimenti burocratici; perchè questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’azienda e le sue finalità produttive”.
La replica di Liofredi non si è fatta ovviamente attendere: “Rai Due – scrive il direttore di Rete – ha inoltrato alle Strutture competenti tutte le richieste di contratto inviate dalla tua redazione ad eccezione di due: una, perché trattandosi di nuova utilizzazione stiamo approfondendo il curriculum; l’altra per gli approfondimenti di competenza della Direzione Generale”.
Di chi sarà mai il contratto bloccato per approfondimenti di competenza della Direzione Generale? Vogliamo tirare a indovinare?
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