Archive for settembre 2009

 
 

Al confine tra creatività e (in)decenza

Le recenti pubblicità della (a me sconosciuta) rivista belga Humo non mancheranno di far parlare di sé. Di seguito ne possiamo vedere alcune che ritraggono, nell’ordine:

  1. il fu raìs iracheno Saddam Hussein concentrato nella lettura del magazine mentre i militari americani irrompono nel suo bunker;
  2. un’intera equipe di chirurghi attratta più dalla rivista che dal paziente steso sul lettino (notare il bisturi minaccioso che pende sul naso del poveretto!);
  3. la visita, in quel di Dallas, Texas, il 22 novembre 1963, dell’allora presidente americano John Fitzgerald Kennedy. Che magari sarebbe scampato al proprio assassinio se la sua guardia del corpo non fosse stata distratta dalle belle immagini patinate della rivista…
  4. i piloti di un aereo, troppo presi per accorgersi che il velivolo sta puntando dritto dritto contro le Torri Gemelle;

Non so voi, ma io le trovo davvero molto efficaci nel raggiungere il loro scopo che, innanzitutto, è quello di attirare l’attenzione sulla testata della rivista e sul suo azzeccatissimo claim - “Leggere HUMO può avere conseguenze gravi” – e, in seconda battuta, di spingerti a saperne di più, magari andando a cercare questo sconosciuto magazine in rete e a tributargli una piccola visitina. Ma sono sicuro che non mancherà chi griderà allo scandalo, soprattutto a proposito dell’ultima immagine (quella con le Torri Gemelle, giudicata da più siti come la pubblicità più offensiva mai realizzata).

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JAJAH@call: la concorrenza a Skype passa (anche) da Twitter

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Dopo Google, con Google Voice, e Facebook, che solo pochi giorni fa ha annunciato la propria collaborazione con Vivox per la realizzazione di una “chat vocale” sul social network più noto di tutti, anche Twitter si muove in direzione del VoIPW e si allea con la società telefonica basata sul web Jajah per offrire una versione “vocale” dei suoi ormai strafamosi micro-post da 140 caratteri.

Del nuovo servizio, dal nome di Jajah@call, si sa ancora ben poco, se non che è al momento sta venendo provato ad un piccolo gruppo di betatester e che permetterà di effettuare chiamate vocali gratuite tra utenti Twitter della durata massima di 2 minuti.
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Dal Corriere nuove idee per la pubblicità dei giornali online

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Quella del Corriere della Sera di utilizzare il background della homepage a fini pubblicitari mi sembra un’idea abbastanza efficace e con un risultato di sicuro effetto, anche se ho l’impressione che rallenti non poco il caricamento della pagina (sarei curioso di scoprire quanto ha sborsato Lancia per una campagna del genere, considerando che ha preso anche le due manchette ai lati della testata e un’altro banner dinamico, sempre in home).

L’idea di inserire uno spot di 7 secondi durante il refresh automatico della home, invece, è semplicemente odiosa.

Generatore di fanfaronate berlusconiane

Geniale trovata di Metilparaben: un generatore automatico di proclami di Berlusconi. Basta aggiornare la pagina con un refresh per ottenere cazzate sempre nuove ed esilaranti tipo questa:

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A quando il pupazzo che parla quando gli tiri la cordicella?!? :D :D :D :D

Quando la fiction supera la realtà

Lo speciale mono-ospite di Porta a Porta con la consegna delle prime case ai terremotati abbruzzesi, si legge su un noto quotidiano farabutto e comunista, “ha avuto un ascolto del 13,47%, per un totale di 3.219.000 spettatori”, quando di solito la trasmissione di Vespa “ha un ascolto del 18,30% per le prime serate e del 17,50% per le seconde (dati ufficio stampa Rai 2008-2009)”.

La Fiction L’Onore e il Rispetto andata contemporaneamente in onda su Canale 5 ha invece “raggiunto il 22,61% con 5.750.000 spettatori”.

Non sono i numeri in sé a rendere significativi questi dati, ma l’assenza quasi assoluta di contro-programmazione su qualunque-altro-canale, forse ad eccezione della curiosa scelta di Rai 3 di mandare in onda il film sugli ultimi giorni di Hitler, “La Caduta”. Insomma, nonostante in tv non ci fosse nulla, e non credo proprio per una qualche coincidenza, buona parte del pubblico (persino parte di quello vicino al Presidente del Consiglio) ha preferito il nulla a Berlusconi.

Prima serata

Ieri in tv davano la storia di un capo di Stato eletto a furor di popolo che ce l’aveva a morte con i comunisti e che, anche grazie al totale controllo dei mezzi di informazione, ha illuso il suo Paese con promesse e visioni immaginifiche di grandezza, progresso e prestigio internazionale, finendo invece col trascinarlo verso il baratro più totale.

Era un film su Adolf Hitler.

Chi di bluff colpisce, di Brunetta perisce

La homepage del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione (rubata presa in prestito a Paul the wine guy), quale si presenta da qualche giorno a questa parte. Ce l’hanno, e si prendono la briga di confutare punto per punto, con l’inchiesta di copertina dell’espresso in edicola questa settimana, che titola “Brunetta Bluff” e fa le pulci alla campagna anti fannulloni e assenteisti portata avanti dal ministro per un anno intero.

Se, come diceva Oscar Wilde, “una notizia smentita è una notizia data due volte”, mi sa che questa volta Brunetta e i suoi hanno compiuto un clamoroso autogol.

E poi mi domando: ma possibile che non ci fosse nulla di più importante da pubblicare? Stiamo parlando della homepage (di un sito web istituzionale, tra l’altro), non di una sezione interna…